Cultura&Storia sangiovanni-cesena

Pubblicato in giugno 14th, 2015 | da Daniele

FIERA DI SAN GIOVANNI A CESENA



SAN GIOVANNI è l’antica fiera di Cesena dedicata al Santo Patrono, fra tradizioni, magia, mercati e spettacoli, nei giorni e nelle notti dal 21 al 24 giugno, lungo le vie del centro storico della città.

Commercio, artigianato, cultura e curiosità, sport, spettacoli e punti ristoro.

Pittoresche bancarelle vendono prodotti simbolici e tipici della fiera come piccoli mazzi di aglio e lavanda e i tradizionali fischietti rossi di zucchero caramellato.

E ancora luna park, vivai, prodotti tipici alimentari, autosaloni e campionaria, antiquari, cibo di strada, ristoranti e tanta animazione con balli e concerti.

Studi romagnoli parlano di San Giovanni come una fiera dalle origini lontane, probabilmente pre-cristiane, volta a festeggiare il solstizio d’estate, momento di gaudio per la rinascita della Natura dopo l’inverno, che un tempo si deificava nelle divinità pagane e regolava con i suoi ritmi tutte le attività umane. Nel tempo la sagra cittadina si è sviluppata attorno al culto verso il Battista, cui la Cattedrale è consacrata almeno fin dal 1159, privilegiando una festa religiosa per il notevole flusso di fedeli e pellegrini che la stessa riusciva a mettere in movimento.
Grazie alla particolare disposizione degli astri celesti, le interpretazioni popolari anticamente vedevano la notte di San Giovanni (tra il 23 e il 24 giugno), la notte più breve dell’anno, come una sorta di “finestra” tra il mondo dei vivi e dei morti, rendendo particolarmente efficaci i riti magici e i presagi sul futuro. Era dunque possibile vedere aggirarsi per il paese streghe e spiriti misteriosi, non concepiti però come presenze nemiche.

NOTTI MAGICHE

Sono numerosi i riti e le credenze popolari che questa notte ha portato con sé nel tempo, alimentati da un’atmosfera carica di magia e di occulto. Pare, ad esempio, che rotolarsi nudi sull’erba bagnata della rugiada di quella notte proteggesse dalle malattie cutanee, o ancora che ventiquattro spighe di grano raccolte nella notte e custodite tutto l’anno servissero come amuleto contro le sventure. Dolcissima una credenza, caduta ormai in disuso, che riguardava le fanciulle in età da marito: bagnandosi di rugiada gli occhi, esse potevano vedere il viso del futuro sposo, almeno nei loro sogni. Ricordiamo poi l’usanza di trarre auspici dall’albume d’uovo fresco, che, fatta scivolare dentro un vaso riempito con l’acqua di sette pozzi e lasciata sul davanzale della finestra tutta la notte, era in grado di pronosticare il futuro a seconda della forma assunta.




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